Salta al contenuto principale

Correlazione tra demenza precoce e qualità dell'ambiente: l'importante progetto DOUBTS del prof. Marco Vinceti e del Prof. Tommaso Filippini

Data di pubblicazione della notizia
Immagine notizia
Immagine
rn
Testo notizia
  • Uno studio del progetto DOUBTS, coordinato dal Politecnico di Milano, e condotta con le Università di Modena e Reggio Emilia e di Pavia mostra come alcuni fattori dell’ambiente urbano possano influenzare il rischio di demenza precoce e l’evoluzione dei sintomi nei pazienti già diagnosticati.
     
  • La ricerca si basata su dati ambientali ad alta risoluzione, ed evidenzia che inquinamento da traffico, luce artificiale notturna e qualità del verde urbano giocano un ruolo significativo. L’esposizione al benzene, indicatore dell’inquinamento veicolare, è associata a un aumento del rischio di demenza precoce, soprattutto di tipo Alzheimer.
     
  • "La presenza di un effetto soglia dei livelli di inquinamento da traffico per l'aumento del rischio di tale patologia risulta molto importante dal punto di vista di sanità pubblica per la definizione di limiti di esposizione, specie per categorie vulnerabili", spiegano il prof. Tommaso Filippini e il prof Marco Vinceti (UNIMORE). "Va notato inoltre come i livelli medi di esposizione della popolazione siano in realtà molto inferiori rispetto a tale soglia, indicando l'efficacia degli interventi di riduzione delle emissioni degli anni passati e ancora in corso".
     
  • Al contrario, spazi verdi urbani di qualità possono avere un effetto protettivo favorendo attività fisica e riducendo stress. Tuttavia, livelli molto elevati di verde possono favorire isolamento e apatia nei pazienti già malati. Anche la luce artificiale notturna mostra effetti complessi: può essere collegata a una minore incidenza della malattia nelle persone socialmente più attive, ma nei soggetti con deterioramento cognitivo aumenta il rischio di peggioramento e di sintomi come deliri, allucinazioni e disturbi del sonno.
     
  • Secondo i ricercatori, questi risultati sottolineano la necessità di politiche urbane integrate per creare ambienti realmente “dementia-friendly”.
     
  • Ulteriori informazioni al seguente LINK
Data ultimo aggiornamento:
16/03/2026